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Concerto Ziryab ensemble (Roma/Piramide)
Concerto Ziryab ensemble
Venerdì 27 maggio ore 21. 30 - 00. 30
contributo 10 euro
posti limitati
è gradita la prenotazione
tel 065747503
email: ass. mocobo@gmail. com
lasciare nome cognome e recapito telefonico
Ziryab, da cui l'ensemble prende il nome, fu un musicista (ma anche poeta, medico e astronomo) vissuto all'epoca dell'emirato di Abd - ar - Rahman II (788–852).
Nato nel 789 in Mesopotamia, Ziryab, il cui vero nome era Abu - al - Hasan Abi ibn - Nafi, divenne presto l’allievo prediletto di Ishaq al - Mawsili, musicista alla corte Abbasside di Harun Al - Rashid (il califfo del racconto "Le mille e una notte"). Si trasferì successivamente a Cordoba (l’Andalusia, come quasi tutta la Spagna era all’epoca sotto il dominio arabo) dove fondò una scuola di musica ed introdusse l’uso di una quinta corda per l’ud.
L’ud è considerato dagli arabi il sultano degli strumenti musicali ed è diffuso e studiato in tutto il mondo arabo - islamico. La sua importanza nella musica è tale che l'intero sistema armonico arabo si basa sulla posizione della mano sinistra sul manico di questo strumento.
L'ud (che in arabo significa legno), è un'evoluzione del barbat, antico strumento persiano pre - islamico e fu proprio Ziryab a studiarlo, perfezionarlo e diffonderlo, dalla natia Mesopotamia all'Andalusia dove si era recato. Dalla Spagna l’ud si diffuse anche nel resto dell’Europa, dove lo strumento fu accolto ed in seguito modificato in base alle esigenze musicali ccidentali, modificandone il nome originale (al‘ud) prima in “laud”, “lauto”, poi “leuto”, ed infine liuto.
Sulle orme del cammino percorso (grazie a Ziryab) da questo strumento, l’ensemble cerca di far rivivere le comuni antiche radici musicali, che si possono ritrovare nella musica di paesi cosi geograficamente lontani.
Infatti, sebbene provenienti da lingue, tradizioni e culture musicali diverse, i componenti dell’ensemble “Ziryab” hanno sin dal primo momento, trovato sorprendenti le affinità che avevano i ritmi e le melodie delle rispettive culture. Con uno spirito di ricerca e confronto si è iniziata così una collaborazione tesa alla
costruzione di un repertorio dove dei brani provenienti da specifiche tradizioni musicali possano essere arricchiti, senza tuttavia modificarne la natura ed il carattere originario, da apporti melodici, ritmici ed improvvisativi propri di altre culture.
Suonare assieme un saltarello italiano del 1300, un radif di tradizione persiana o un brano di una nuba Arabo - andalusa, rappresenta per l’ensemble non solo l’occasione di far rivivere delle sonorità ormai dimenticate, ma anche la possibilità di contribuire, partendo dalla musica, a creare un clima di integrazione culturale che riesca a coinvolgere gli ascoltatori. [URL]http: / / www. mocobo. com[ / URL]
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